C’è un momento, quando senti dire “comprare l’oro costa meno”, in cui ti aspetti la solita risposta scontata, magari una piazza finanziaria europea o un paese noto per le raffinerie. E invece no. La destinazione sorprendente che non ti aspetti, quella che ricorre più spesso tra viaggiatori e investitori attenti, è Dubai, negli Emirati Arabi Uniti.
Perché proprio Dubai fa (davvero) risparmiare
Il punto non è magia, è matematica. E la matematica, quando si parla di oro da investimento, ruota attorno a due parole: tasse e spread.
1) Assenza di imposte che pesano sul prezzo finale
Negli Emirati Arabi Uniti, l’oro da investimento è spesso trattato con un’impostazione fiscale molto favorevole: in pratica, l’assenza di IVA sull’oro da investimento (e, in alcuni casi, meccanismi di rimborso per i turisti su altre categorie) può fare una differenza enorme rispetto a tanti mercati dove l’imposta si somma subito al totale.
Il risultato è semplice, a parità di quotazione internazionale, il prezzo “alla cassa” può essere più basso.
2) Concorrenza reale, non solo sulla carta
Dubai è un hub globale e, come tutti gli hub veri, vive di volumi. Quando i volumi sono alti, i margini tendono a comprimersi. È qui che entrano in gioco i premi sullo spot, cioè quel sovrapprezzo rispetto alla quotazione del giorno (lo spot price) che include lavorazione, distribuzione e margine del venditore.
In contesti molto competitivi, i premi possono restare contenuti, spesso intorno all’1-1,5% su prodotti standard, soprattutto su tagli più grandi. Tradotto, paghi meno “extra” e più “oro”.
Il luogo simbolo: il Gold Souk (e cosa significa davvero)
Chi immagina il Gold Souk come un set da film non è lontano, luci, vetrine, bracciali che sembrano sculture. Ma l’aspetto più interessante non è estetico, è pratico: tantissimi venditori nello stesso posto. E quando puoi confrontare in pochi minuti, la concorrenza funziona.
Ecco cosa rende quel mercato speciale:
- Ampia varietà di lingotti e gioielli, con molte purezze e grammature disponibili.
- Possibilità di confrontare rapidamente i premi applicati dai diversi negozi.
- Un contesto in cui è normale ragionare sul prezzo legato alla quotazione e non solo sul “prezzo esposto”.
Come capire se il prezzo è davvero buono: lo spot e i premi
Un trucco semplice, quasi da taccuino da viaggio: prima di entrare in negozio, controlla la quotazione dell’oro (spot) e poi osserva quanto ti viene chiesto in più. Se la differenza è minima, sei in un’area favorevole.
Nelle rilevazioni di mercato più citate negli ultimi tempi, si sono visti prezzi molto vicini allo spot, con premi ridotti su tagli standard, un vantaggio che in Europa o negli Stati Uniti può assottigliarsi, soprattutto su piccoli acquisti.
Alternative solide se non vuoi (o non puoi) andare a Dubai
Dubai è la più “frequente” nelle discussioni sul risparmio, ma non è l’unica opzione interessante. Ci sono altri mercati dove la fiscalità e la concorrenza aiutano.
| Paese | Imposte principali | Premi tipici su lingotti | Perché considerarli |
|---|---|---|---|
| Emirati Arabi Uniti (Dubai) | 0% IVA su oro da investimento | Molto bassi, variabili | Hub ad alto volume, forte concorrenza |
| Singapore | 0% GST su oro da investimento | ~1% | Mercato efficiente, ideale per quantità |
| Hong Kong | 0% IVA | ~1,2% | Piazza libera, buoni tagli grandi |
| Turchia (Istanbul) | Regimi favorevoli su oro puro | ~1,5% | Spread competitivi in alcuni periodi |
Le attenzioni pratiche che fanno la differenza
Qui arriva la parte che salva davvero dal “falso affare”. Perché comprare oro non è come comprare un souvenir.
Prima di acquistare:
- Verifica certificazioni, marchiatura e purezza (24K, 999,9 per i lingotti).
- Preferisci rivenditori noti e prodotti standard, più facili da rivendere.
- Considera le regole di trasporto e dichiarazione doganale del tuo paese.
- Valuta se ti serve oro fisico o esposizione tramite strumenti finanziari legati all’oro, perché l’obiettivo cambia tutto.
Quindi qual è la risposta alla promessa del titolo?
Se cerchi “il paese dove comprare l’oro costa meno” in senso pratico, cioè meno tasse e spread più stretti, la destinazione sorprendente che torna più spesso è Dubai. Non perché l’oro “valga meno” lì, la quotazione è globale, ma perché tra fiscalità favorevole, concorrenza serrata e mercati specializzati, il prezzo finale può risultare più leggero. E quando parliamo di oro, anche pochi punti percentuali, alla fine, fanno davvero rumore.



